Che spesso la post produzione sia una voce a margine del budget di una produzione italiana è cosa risaputa. Chiunque abbia lavorato in questo settore sa cosa significa passare un finesettimana di caffeina e bevande che “mettono le ali” per risolvere problemi nati sul set.
La post produzione ragionata: anello mancante nella produzione italiana
In realtà questo è il modo peggiore per gestire la postproduzione. È molto redditizio per chi viene chiamato all’ultimo minuto a salvare una ripresa, ma non è buono né per la qualità finale del progetto, né per l’orgoglio di chi ci lavora.
La post produzione dovrebbe essere la logica continuazione di un lavoro iniziato molto prima di battere il primo ciack. In effetti, la post produzione migliore (non può stupirci: è quella americana) lavora su materiale prodotto con cura, e pianificato sin dall’inizio.
Questa è Sparta (in America)
Prendiamo ad esempio un film che non può non aver suscitato scalpore: 300. La scena in cui i guerrieri spartani mostrano la loro possenza fisica, e la cultura del combattimento, è un vero capolavoro di lavoro di squadra.
La possiamo rivedere qui:
http://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=Sh9ZEonBtfk#t=15s
Osserviamo attentamente la scena, gli improvvisi zoom e i rallentamenti che la rendono così suggestiva. In fase di ripresa è stata adoperata una struttura (o un rig se preferiamo la terminologia inglese) che prende il nome da un film per la televisione: Crazy Horse.
Il Rig Crazy Horse è basato su un beam-splitter, praticamente un modo per mostrare a più cineprese la stessa immagine, ed è stata girata in modo tale da avere tre riprese diverse della stessa scena. Ogni ripresa ha una diversa lunghezza focale, quindi abbiamo il primo piano di Leonida, e contemporaneamente un piano americano e un totale.
Attraverso le tecniche di time remapping con After Effects le tre riprese sincronizzate sono state miscelate tra loro creando l’effetto spettacolare di “questa è Sparta!”.
Pianificare significa creare ad alto livello
Appare chiaro che questo risultato non sarebbe stato possibile a posteriori. Solo attraverso una attenta pianificazione della ripresa -e una altrettanto attenta conoscenza della tecnologia digitale- è stato possibile pensarla e realizzarla.
Per questo è necessario conoscere approfonditamente le tecniche di ripresa e quelle di compositing: solo così si può avere la visione necessaria per creare, attraverso la post produzione, qualcosa di nuovo e originale.
