Corso di Cinema Digitale

Pubblicato il 4/10/2011 in Featured, Tecniche

un fotogramma dello spot di fine corso

Lo spot realizzato a fine corso

Questo advertorial è dedicato al corso di cinema digitale proposto da FaiStrada, il marchio con il quale vengono distribuiti i corsi dello studio VFX Wizard srl.

Il corso di cinema digitale tratta tutte le fasi di pre e post produzione, e non è la classica scuola di cinema. Questo viene detto molto chiaramente sul sito pubblicitario di FaiStrada, mentre è meno evidente sul sito di eLearning vfxwizard.com.

In effetti, il cinema in Italia non può definirsi un mercato redditizio. Se escludiamo le commedie, che effettivamente incassano cifre significative, il resto dei film italiani ha una distribuzione ridotta, pochissima visibilità all’estero, e vive sostanzialmente di finanziamenti pubblici.

Naturalmente ci sono eccezioni, ma il budget medio di un film italiano è inferiore a quello di un singolo episodio da 50 minuti di una miniserie statunitense.

Dove esiste un mercato, ed anche ricco, è nella pubblicità e nella produzione video industrial o istituzionale.

Industrial/Istituzionale: Di che si tratta?

Il video industrial è sia una forma di pubblicità -e in questo caso ricade nella categoria dei video istituzionali- che uno strumento interno all’azienda. Esempi di video industrial in senso stretto possono essere il training sulla sicurezza nel posto di lavoro, o l’aggiornamento delle competenze della sales force aziendale.

Il video istituzionale è invece una presentazione autorevole e non immediatamente pubblicitaria delle caratteristiche e dei punti di forza di un’azienda. Non soltanto le aziende adoperano il video istituzionale. È parte della strategia di comunicazione delle organizzazioni no profit e anche -in tempi recenti- dell’amministrazione pubblica.

Ora, creare video industrial o istituzionali non è necessariamente un lavoro privo di creatività e diversamente dal cinema in senso stretto può rivelarsi un settore redditizio.

Il settore industrial/istituzionale è anche il punto di partenza per molti pubblicitari, che trovano nel format istituzionale una buona scuola per imparare a comprimere il tempo e raccontare in modo efficace la storia dell’azienda o del prodotto.

Sempre più spesso, però, sia istituzionali che industrial richiedono un look, e un grado di postproduzione, che è al di fuori delle competenze e delle capacità della maggior parte degli studi di produzione o dei singoli artisti.

Tecniche come il green back (o green screen), la scenografia virtuale, e i product shot in 3D sono sempre più comuni e richieste.

Le competenze richieste per il cinema digitale

Naturalmente per far questo sono necessarie competenze che vanno molto oltre quanto si impara in una scuola di cinema. Non è più questione di conoscere le tecniche narrative o la “grammatica del linguaggio cinematografico” (per prendere in prestito il titolo del libro di Arijon).

Bisogna pre-visualizzare ogni elemento e pianificare attentamente le riprese reali insieme a quelle che verranno aggiunte virtualmente in post produzione. In altre parole, il confine tra pre e post produzione si confonde e il ruolo del film maker non è più facilmente definibile. Di questo, si è parlato nell’articolo su cosa deve sapere un regista nel mondo del digitale.

Tornando al corso di cinema digitale, o postproduzione digitale che è il nome tecnico, questo si articola in 32 lezioni settimanali, per un totale di otto mesi.

Le lezioni sono disponibili online, sotto forma di video corsi. Questo è importante, perché se lo confrontiamo con l’approccio di un qualsiasi manuale di cinema, come l’Arijon già citato, vedere il movimento fa tutta la differenza del mondo rispetto a intuire quale sia la dinamica della ripresa da una serie di schemi.

Il cinema, motion picture, è prima di tutto motion, movimento, e solo dopo picture, immagine. E queste sono parole di Howard Hawks.

Gran parte del corso tratta di software

Fatta questa premessa, comunque, va detto che la gran parte delle video lezioni di cinema digitale riguardano i software e sono quindi sotto forma di screen cast, o registrazioni, narrate dall’istruttore, dello schermo del computer. In particolare, il corso del quale stiamo parlando, è registrato quasi interamente su Mac, la piattaforma preferita dai creativi dell’immagine digitale. È però completamente utilizzabile anche con sistemi Windows.

Quello che rende particolarmente interessante il corso di cinema digitale è l’approccio americano all’eLearning. Non si tratta di una istruzione di serie B, da manuale, o corso in fascicoli. Non è autoistruzione ma quello che negli Stati Uniti si chiama instructor led online training: corso online guidato da istruttore.

Ogni settimana vengono presentati progetti da completare, e uno al mese deve essere inviato al professore (chiamato “Coach” -per quanto riguarda la terminologia, questi corsi si ispirano persino troppo allo stile americano) che dopo averlo visionato invia una analisi dettagliata dei risultati (la “review”).

Allo studente viene consigliato come correggere e migliorare il progetto, ma si passa comunque al progetto successivo. Questo approccio sequenziale, anche se impegnativo, segue una progressione dal facile al difficile che guida lo studente dalle basi fino al progetto finale che è una intera pubblicità girata e postprodotta in cinematografia digitale.

La struttura del corso appare qualche volta sconcertante: il montaggio e la postproduzione si trovano prima della ripresa digitale.

Eppure c’è una logica in questa scelta, che gli autori del corso spiegano essere stata dettata dall’esperienza di insegnamento dal vivo: “Chiunque abbia visto quanto è difficile salvare una ripresa in post-produzione sarà dieci volte più attento alla fase di ripresa e pianificazione.”

In pratica, vedere cosa serve in fase di post produzione aiuta a essere attenti ai dettagli in fase di produzione e preproduzione.

Questo corso di cinema digitale si rivolge prevalentemente a chi vuole lavorare con le nuove tecnologie, ad esempio le fotocamere DSLR che danno lo stesso formato di immagine del cinema. E possono essere acquistate a una frazione del costo del noleggio di una cinepresa o di una telecamera professionale.

In effetti l’investimento più grande sono le licenze dei software: ne vengono insegnati molti. Dai software Adobe, come Premiere, Audition e After Effects, a quelli di 3D come Poser (utile per gli storyboard), Lightwave (col quale è stata ricostruita la basilica di San Pietro in Vaticano per “Il Codice Da Vinci”) e MAYA, che non ha bisogno di presentazioni.

Il vantaggio dell’uso del digitale è che per quanto siano costose le licenze dei software, sono sempre meno costose di una sola giornata di riprese in esterni, o dell’allestimento di una scenografia.

Quello che occorre sono le competenze tecniche per saperli sfruttare a pieno. E proprio l’apprendimento di queste competenze, è l’obiettivo del corso online di post produzione digitale.

Leave a Reply